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The Romanoffs: L'ideatore Matthew Weiner ci presenta la nuova serie di Prime Video

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The Romanoffs: L'ideatore Matthew Weiner ci presenta la nuova serie di Prime Video

Dal creatore di Mad Men Matthew Weiner, uno dei produttori e sceneggiatori più premiati nella storia della tv (sette gli Emmy vinti solo con la storia di Don Draper), venerdì 12 ottobre debutta su Prime Video, il servizio di video in streaming di Amazon, The Romanoffs, serie antologica dal budget colossale e con un cast stellare che in otto episodi racconta altrettante storie distinte di individui di ogni parte del mondo convinti di essere gli attuali discendenti della famiglia Romanov, l'ultima dinastia imperiale russa sterminata da uno squadrone bolscevica nel 1918. A Londra, abbiamo incontrato Weiner nella cornice di un evento organizzato da Amazon per presentare questa e le sue altre prossime novità. Ecco cosa ci ha raccontato della sua ultima creazione, della quale è anche regista e curatore di una colonna sonora eccellente, e nella quale i fan di Mad Men riconosceranno - tra i molti altri - volti familiari come quelli di Christina Hendricks e John Slattery.

Ci racconti la genesi di The Romanoffs.
Mi è venuta questa idea e ho cominciato a leggere tutto quello che potevo, con il direttore delle ricerche, e poi me ne sono dimenticato. Per riuscire ad assorbire tutto. Perché sapevo che la storia dei Romanov era stata raccontata in un certo modo - ho letto e visto tutte le versioni che ne sono state fatte. È una grande storia sull'Europa, su un omicidio di massa, su dei rifugiati, una storia familiare e una storia di bugie, e a un certo punto, intuitivamente, ho capito che dovevo scegliere di fare quello che pensavo fosse giusto. Non necessariamente accurato.

Si è documentato con gli storici, ha parlato con qualche autentico membro sopravvissuto della famiglia?
No, non ho mai incontrato un Romanov. Probabilmente lo farò presto. Anche se, quando lavoro, tengo sempre a mente l'aneddoto che ha raccontato una volta Francis Ford Coppola, mentre girava Il padrino e [l'autore del romanzo] Mario Puzo gli disse, "Non ti mischiare mai con la mafia. Non chiedere mai, per parere, un aiuto". E questa cosa l'ho applicata sempre; quando giravamo Mad Men non ho mai chiesto consulenze ai pubblicitari. C'è un episodio nel nostro show [il terzo, House of Special Purpose], durante il quale stanno girando una miniserie sui Romanov, e tutto è incredibilmente sbagliato. Isabelle Huppert interpreta la regista di questa miniserie, che decide di fare delle scelte diverse. Lo sceneggiatore glielo fa notare e lei molto cinicamente risponde, "Va bene, vorrà dire che riceveremo lettere di reclamo da tutti i Romanov che erano presenti quel giorno". Per me è un lavoro creativo e il mio dovere è cercare di renderlo credibile al pubblico. Per cui abbiamo cercato di rimanere alla larga dai Romanov, anche perché solo in Russia ci sono duecentomila e passa persone con questo cognome. E chiunque abbia incontrato, mi ha detto che conosce un Romanov, non so se vi sia mai capitato.

Matthew Weiner

Ci troviamo di fronte a una serie molto diversa da Mad Men. Perché ha deciso di farla?
Esattamente per questo motivo, volevo fare una cosa completamente diversa da Mad Men! Mentre preparavo Mad Men, guardavo moltissima televisione e quando lo show è finito ho avuto voglia di fare qualcosa di diverso. E non solo professionalmente, anche solo per puro divertimento. E ho pensato che ci fosse spazio per qualcosa del genere. Spazio per uno show che non avesse bisogno di tante puntate collegate tra loro ma che si potesse guardare in ordine sparso. Anche per il pubblico, ci sono stili che sembrano molto vecchi per uno show, ma che sono sicuro torneranno di moda.

Rispetto a Mad Men, dove ha avuto difficoltà con gli studios per riuscire a fare quello che voleva, com'è stato quest'ultimo anno per lei?
Non voglio rimuginare troppo sulle parti negative del passato, posso solo dire che alla fine è stato tutto superato brillantemente, e il rapporto con Amazon è stato assolutamente eccezionale. Sono stati fin da subito super eccitati, anche riguardo tutta la parte internazionale, e per tutte le cose per le quali potevano spaventarsi, come ad esempio tutti i sottotitoli che dovevamo preparare per tutte le parti parlate. Ci sono 200 ruoli parlanti nello show, e alcuni attori hanno ruoli importanti con molto dialogo. Amazon ci ha supportato in tutto. Per non parlare dell'aspetto creativo. Per noi è stato come essere al luna park. Per arrivare a questo, diciamo che sono stato molto chiaro sin dall'inizio, dicendogli che se rientravamo nel budget ogni settimana, si dovevano fidare di noi. A quel punto è stata un'esperienza totalmente collaborativa. Anche se non si va sempre d'accordo, ovvio. Ma sono loro a pagare, per cui, per tornare alla sua domanda, ripeto, non voglio fare paragoni, per noi è stata un'esperienza incredibile. E ogni volta che cominciavamo una nuova puntata, ricordavo a tutti che eravamo davvero privilegiati nel fare quello che stavamo facendo.

Vi è venuta voglia di andare alla ricerca dei vostri antenati?
Credo che la gente abbia solo voglia di verificare se nel loro albero genealogico ci siano stati dei criminali famosi. Io sono nato in America da genitori ebrei di prima generazione emigrati. Credo non ci sia molto da scoprire.

The Romanoffs debutterà su Prime Video venerdì 12 ottobre con i primi due episodi, e proseguirà con una nuova puntata ogni settimana nei sei venerdì successivi, fino al 23 novembre.



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