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The Walking Dead: da Alexandria al caos - Start to Finish, mid season finale (SPOILER)

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The Walking Dead: da Alexandria al caos - Start to Finish, mid season finale (SPOILER)

Attenzione: l'approfondimento che segue contiene spoiler sull'ultimo episodio di The Walking Dead.

Archiviata la prima metà della sesta stagione – a detta di molti una delle migliori - The Walking Dead ci lascia al solito sconsolati e orfani fino al 14 febbraio, quando tornerà con una seconda parte che si preannuncia piena di emozioni e di nuovi eccitanti sviluppi. Il midseason finale, intitolato Start to Finish, ha come spesso succede diviso i fan: c'è chi lo ha giudicato deludente, piatto e addirittura noioso e chi invece l'ha trovato commovente, eccitante e pieno di tensione e di incognite che si scioglieranno (ahimé) solo tra due mesi e mezzo. Quello che è certo è che l'episodio ci lascia non con uno, ma con molti cliffhanger (e anche questo ha sconcertato alcuni, che avrebbero voluto che almeno uno si concludesse ora), uno dei quali preannunciato nell'anticipazione dopo la fine dell'episodio, quando vediamo Sasha, Abraham e Darryl alle prese con un gruppo di organizzatissimi biker che gli comunicano che tutto quello che possiedono non appartiene a loro ma a Negan, il gran villain del fumetto, che sta per entrare in scena interpretato da Jeffrey Dean Morgan e che sicuramente non farà rimpiangere il Governatore.

In questo intenso e importantissimo episodio le mura di Alexandria sono crollate dando il via libera all'invasione zombi, Deanna ci lascia, mai vinta, dopo aver ufficialmente investito Rick del ruolo di capo e guardiano dei cittadini superstiti, Morgan e Carol si scontrano per la vita del Lupo prigioniero (e tra i due litiganti come al solito il terzo gode, e in questo caso scappa con l'ostaggio e le armi). Carl è costretto a difendersi dalla rabbia omicida di Ron e per colpa del loro duello quasi mortale, alla fine, gli zombi invadono la casa di Jessie in cui sono rifugiati. L'unica speranza di salvezza, per Rick, Judith, Carl, Ron, Sam, Michonne e Gabriel, è uscire e confondersi con le orde dei walker, mimetizzati col loro sangue e le loro budella e ormai tanto assuefatti al tanfo della putrefazione da non battere quasi ciglio. In una lenta, angosciante camminata spalla a spalla con gli zombi, il piccolo Sam, il figlio di Jessie più traumatizzato e indifeso, costretto a scendere dal suo “rifugio sicuro” al secondo piano della casa nel bel mezzo dell'incubo, inizia a chiamare “mamma?”.

Cosa succederà loro? Chi ha letto il fumetto ha qualche indicazione in più, anche se come sappiamo non sempre le linee narrative dei due media corrispondono. E non è tutto: Glenn riuscirà a riunirsi a Maggie, ora che l'ha vista su una piattaforma sovrastante una miriade di zombi, brulicanti come le formiche sul cibo di Sam e ormai in apparenza padroni del mondo? Il piano di Rick ha portato, obiettivamente, solo morte, distruzione e separazione, anche se dopo l'ennesima débacle il nucleo originale è ancora – al momento – vivo se non proprio vegeto.

Uno dei punti a favore di questo episodio e della serie in generale è proprio il realismo nelle interazioni umane: è spesso nei momenti più pericolosi e sbagliati che le debolezze, le rivalità, gli odi e le differenze ideologiche deflagrano, con la totale irrazionalità (vedi Morgan e Carol) che finisce per danneggiare proprio ciò che si sta cercando di preservare. Alexandria non cade (solo) per una fatalità, ma per colpa di molte scelte sbagliate, fatte magari con le migliori intenzioni.

Non tutti, lo sappiamo, sono d'accordo con questa lettura, ma è proprio per questo, oltre che per i fantastici zombi di Greg Nicotero e le loro morti incredibilmente creative di cui questa stagione è stata l'apoteosi, che questa serie ci piace così tanto. Perché The Walking Dead parla della crisi, della necessità e insieme dell'impossibilità di trovare soluzioni permanenti e una convivenza pacifica: parla, semplicemente, in modo mai banale e consolatorio, del mondo in cui viviamo.



Daniela Catelli
  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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