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Le migliori Serie TV del 2017

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Le migliori Serie TV del 2017

Il 2017 è stato, probabilmente più di quanto sia accaduto in passato, un anno in cui la cronaca e le questioni che hanno impegnato maggiormente il dibattito sociale sono entrate - in alcuni casi anche violentemente - nel racconto televisivo. La realtà, che per asprezza e imprevedibilità resta purtroppo insuperabile, ha ispirato autori la cui creatività parrebbe essere stata messa in difficoltà dalla costante ricerca di nuove idee di un mercato che sta crescendo esponenzialmente, portando alla creazione di serie tv straordinariamente attuali le quali non sarebbero potute esistere qualche anno fa. Dall'elezione di Donald Trump ai temi della violenza sulle donne e della discriminazione (meno quello della minaccia terroristica che si protrae già da qualche anno), l'impatto che il mondo reale e la sua situazione attuale hanno avuto sull'industria dell'intrattenimento è stato proporzionale a quello che gli show di successo hanno solitamente sulla cultura popolare. Mentre ci avviamo alla stagione dei premi, e già abbiamo avuto qualche segnale di come questa tendenza sarà riconosciuta e premiata dalle Acamedy, chiudiamo l'anno con la nostra consueta classifica delle 10 migliori serie tv andate in onda. Queste non sono solo le produzioni che meglio hanno raccontato lo spirito dei nostri tempi, anche le serie che più hanno appassionato, fatto ridere (forse la cosa più difficile al giorno d'oggi), sorpreso e commosso con le loro storie e le loro interpretazioni. Le sole cose che ci interessano, alla fine.

10. Legion

Legion

In un panorama televisivo in cui ormai non bastano le dita di due mani per contare il numero di serie tratte da un fumetto di supereroi, e forse neppure quattro, sapere che ce ne sarebbe stata un'altra non era una notizia ragionevolmente sorprendente o entusiasmante, salvo scoprire poi che la creazione di Noah Hawley per Marvel Television ed FX è diversa da qualsiasi altra e quasi ha reinventato un genere. Di fatto un viaggio nella psiche di qualcuno che potrebbe essere un malato di mente, prima ancora di una persona fuori dal comune, Legion si è rivelata un'esperienza visivamente inebriante impreziosita dalle interpretazioni convincenti di Dan Stevens e Aubrey Plaza. Dal punto di vista puramente narrativo, un Hawley pieno di inventiva scrive un'opera che riesce difficile spiegare concretamente, ed è altrettanto difficile tralasciare dopo averne intuito l'ambizione.

9. This Is Us

This Is Us

La serie di Dan Fogelman ha il merito di aver riportato a una dimensione più umana l'intrattenimento televisivo. Dopo essersi guadagnati un posto nella galleria delle migliori famiglie televisive americane, i Pearson sono tornati con una seconda stagione che prosegue con notevole capacità il suo racconto di tematiche le quali, pur essendo largamente riconoscibili, oggi sono mosche bianche in una tv che sembra essersi persa nella ricerca quasi spasmodica di storie singolari e fuori dal mondo piene di sorprendenti sotterfugi narrativi. Ciò che sorprende e appassiona in This Is Us sono "semplicemente" le storie di persone comuni ma straordinarie, di famiglie che hanno poco di tipico e molto di unico. Qui abbiamo di fronte una delle poche - se non l'unica - serie broadcast in grado di imporsi nelle principali manifestazioni (inclusi gli Emmy), ormai appannaggio delle realtà via cavo e streaming dove la narrazione è libera di essere più audace. Il successo è tuttora clamoroso, ragione per cui aspettiamoci molte altre This Is Us nei mesi a venire.

8. Insecure

Insecure

Il piccolo schermo è ricco di artisti poliedrici, e Issa Rae è sicuramente uno di questi. Co-ideatrice, produttrice, sceneggiatrice e protagonista di questo ritratto crudele, divertente, commovente e assolutamente sincero della vita dei giovani afroamericani nell'America di oggi, Rae brilla in ciascuno dei suoi ruoli; un talento il suo che meriterebbe molti più riconoscimenti di quanti ne ha ricevuti finora. Questo viaggio verso l'età adulta, e più precisamente attraverso quel momento della vita in cui definirsi è perentorio, continua nella seconda stagione attraverso le esperienze delle migliori amiche Issa e Molly, accompagnando lo spettatore su strade tortuose - come possono esserle tematiche quali la discriminazione sul posto di lavoro e il rapporto con l'altro sesso - con un'energia e un candore non comuni.

7. Stranger Things

Stranger Things

Fenomeno televisivo dello scorso anno, con il suo ritorno Stranger Things correva il pericolo di deludere le aspettative, per fortuna scongiurato con ampio margine da una seconda stagione trascinante che ha saputo ampliare la mitologia rendendola ancora più avvincente. I Fratelli Duffer hanno dimostrato di avere il pieno controllo della storia, nonostante il peso di un successo sorprendente e sconfinato avrebbe fatto tremare le gambe anche all'autore più navigato. E invece la serie ha inchiodato milioni di spettatori allo schermo nel modo in cui ha sviluppato tanto i suoi personaggi, a cominciare da Steve e Will, quanto il legame che li unisce, incluso un paio di triangoli amorosi. Riuscita l'intenzione degli autori di conferirle una vena più dark, ma non per questo meno deliziosa e narrativamente intrigante del memorabile ciclo inaugurale.

6. Rick and Morty

Rick and Morty

Difficile trovare una serie animata più divertente di questa. Rick and Morty brilla di immaginazione e la terza stagione vale tutto il tempo che abbiamo dovuto attendere per il suo arrivo in tv. Una parodia cosmica, cinica, sbalorditiva e grottescamente dissacrante della futura età d'oro del progresso tecnologico e dell'esplorazione spaziale, questa commedia senza freni e inibizioni ha regalato nuove pietre miliari dell'animazione televisiva con l'episodio The Ricklantis Mixup, ambientato in un mondo abitato unicamente da Rick e Morty di universi paralleli, e Pickle Rick, uno dei migliori dell'anno, in cui Rick si trasforma in un sottaceto per sottrarsi alla terapia familiare. Una miscellanea irresistibile sul disagio collettivo nei confronti del mondo moderno e sulla tecno-paranoia contemporanea al pari di Black Mirror, ma di gran lunga più brillante, Rick and Morty è un ottovolante dal quale non vorremmo mai scendere.

5. The Good Place

The Good Place

La migliore comedy broadcast attualmente in tv, The Good Place è unica nella maniera intelligente e affascinante in cui si destreggia tra discorsi profondi sull'etica, la moralità e l'aldilà infarcendo il racconto di battute e situazioni esilaranti. La prima stagione è stata una sorpresa, per originalità e ambizione, e quando pensavamo di sapere dove Eleanor e Michael ci avrebbero portato nella seconda, a Michael Schur sono bastati pochi minuti della première per capovolgere ogni aspettativa. Dove finisce la creatività degli autori inizia poi la straordinaria abilità del cast di raffigurare personaggi mai scontati. The Good Place è in definitiva una comedy che fa riflettere risultando al tempo stesso stupida in modo divertente. Tutto questo in appena mezz'ora alla settimana. Se esiste davvero il Paradiso, potrebbe essere questo.

4. GLOW

GLOW

GLOW è tutto quello che ci aspettavamo quando è stato annunciato che Netflix avrebbe portato in tv un'altra produzione dell'ideatrice di Orange Is the New Black Jenji Kohan, e anche di più. Un racconto corale e allegramente sciocco su un gruppo di donne - anime perse alla ricerca di risposte - chiamate loro malgrado a fare fronte comune e rivendicare la propria appartenenza a nessun altro se non a se stesse, quella che rischiava di essere una serie in cui belle ragazze in abiti succinti fingono di darsele acrobaticamente di santa ragione su un ring si è rivelata una commedia capace di trovare la propria forza nei temi della ricerca di se stessi e dell'amicizia. Alison Brie è una meraviglia, e non vedevamo l'ora di ripeterlo dopo averla vista lasciare il segno con Mad Men e Community, e Betty Gilpin una rivelazione nei panni di una "Grace Kelly sotto steroidi".

3. Big Little Lies

Big Little Lies

Sono molte le violenze di cui una donna può essere vittima, e molti i modi in cui una donna può fare del male a se stessa. Big Little Lies, un elefante in un negozio di cristalli, si avventura con coraggio e senza riserve nel territorio accidentato dei rapporti umani - in particolare quelli tra uomo e donna, tra marito e moglie - attraverso un concetto che, per quanto abusato, qui assume un fascino irrinunciabile: dietro la facciata di una bella famiglia, di una casa elegante o di una comunità unita spesso si celano dei mostri. Ogni aspetto di questa miniserie rasenta la perfezione, più di tutte la regia di Jean-Marc Vallée e le interpretazioni potenti delle tre protagoniste - Nicole Kidman, Reese Witherspoon e Shailene Woodley. La riuscita e il successo della miniserie sono stati tali che il pubblico è arrivato a desiderarne un seguito, e fortunatamente è stato accontentato.

2. The Handmaid's Tale

The Handmaid's Tale

Chi avrebbe immaginato che Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood - romanzo distopico del 1985 sui temi della misoginia, dell'oppressione, del fondamentalismo religioso e del dissesto dell'equilibrio naturale - sarebbe diventato una delle serie più rilevanti in tv diversi decenni dopo. Un pugno nello stomaco nel modo in cui raffigura una società totalitaria in cui le donne sono considerate nient'altro che oggetti dal potere procreativo, The Handmaid's Tale è diventata l'ultima ossessione del pubblico internazionale nonostante il suo racconto straziante, complice non solo l'appassionante femminismo sovversivo delle protagoniste, che si rifiutano di piegarsi completamente al nuovo regime, ma anche l'uso efficace della tecnica dei flashback, il rigido design dei costumi e, ovviamente, le performance del cast femminile guidato da Elisabeth Moss, cui va riconosciuta la migliore interpretazione di questo 2017.

1. The Leftovers

The Leftovers

The Leftovers non è una serie per tutti, e questa è stata tanto la sua sventura quanto la sua fortuna; se le medie d'ascolto purtroppo molto basse hanno impedito a HBO di andare oltre la terza stagione, questo ha permesso a Damon Lindelof e Tom Perrotta di condensare il racconto, consegnando alla storia una delle serie più innovative e strane mai concepite. La storia, amara e schietta, non ha mai riguardato quel 2% della popolazione mondiale scomparso nel nulla all'inizio del racconto, ma "la lotta per trovare un significato nell'incertezza e il bisogno umano di razionalizzare la casualità", come ha scritto TV Guide. La grande rivelazione e il messaggio universale degli ultimi otto episodi, di fatto un inno all'amore, hanno cambiato la vita delle persone, come raccontano diverse testimonianze in rete, ma il lascito più significativo sono senz'altro le performance memorabili di Justin Theroux e Carrie Coon. Nell'episodio The Book of Nora, lei, poi, è pura grazia.

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Emanuele Manta
  • Redattore specializzato in Serie TV
  • Appassionato di animazione, videogame e fumetti
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