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Black Stone Cherry - Back To The Blues, la nostra recensione

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Black Stone Cherry - Back To The Blues, la nostra recensione

Si apre con un destro alla bocca dello stomaco l’ep di cover blues dei Black Stone CherryBuilt For Comfort di Howlin’ Wolf colpisce con violenza e spiazza nell’intermezzo slow, con dei suoni pazzeschi e il divertimento della band che traspare da ogni nota. Champagne & Reefer continua il discorso con un altro blues agli steroidi che ricorda solo alla lontana l’originale di Muddy Waters, con le chitarre che strillano come impazzite.  Palace Of The King, originariamente registrata dal grande Freddy King nel 1971 è il successivo heavy blues à la Black Stone Cherry e non delude neanche un po’.

I 4 ragazzi del Kentucky capitanati da Chris Robertson (voce e chitarra) continuano il progetto di muscolarizzazione dei classici con una geniale versione di Hoochie Coochie Man di Willie Dixon (originariamente cantata da Muddy Waters) con tanto di violentissimi fiati “sghembi” che donano al tutto un alone di cattiveria non indifferente. I fiati proseguono anche con la bellissima Born Under a Bad Sign di Albert King, più sostenuta dell’originale e decisamente godibile .

Ed è sempre Willie Dixon con I Want To Be Loved che chiude (si troppo presto, purtroppo) l’ep: piano rock ‘n roll e interpretazione magistrale che non avrebbe sfigurato nella colonna sonora di Back To The Future (come arrangiamento ricorda The Power Of Love di Huey Lewis and the News).

Dopo il successo internazionale ottenuto con l’album Kentucky (2016) il combo hard rock di Edmonton (appunto, in Kentucky), decide di omaggiare i propri idoli con l’ep Back To Blues, breve raccolta di classici blues degli anni ’60 e ’70 rivisitati secondo lo stile inconfondibile dei Black Stone Cherry.

"So che è pazzesco per quattro scapestrati del rock 'n' roll fare un EP blues, ma stiamo condividendo con tutti la musica che è stata nel nostro DNA fin dal primo giornoChris  Robertson

Tanta grinta, suoni enormi e una produzione perfetta per un sound “new vintage” che incolla l’ascoltatore alla sedia (o dovunque stia ascoltando le pesanti schitarrate della band).

L’unico lato negativo di Back To Blues è che si tratta di un ep con sole sei tracce e non di un album intero, perché, come il buon vino, i Black Stone Cherry migliorano di anno in anno.

 Band da tenere assolutamente sott’occhio.



Ampelio Bonaguro
  • Giornalista e docente di musica
  • Chitarrista e performer
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