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John Wick 2 Recensione

Titolo originale: John Wick: Chapter Two

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John Wick 2: recensione dell'action movie con Keanu Reeves e... Riccardo Scamarcio

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John Wick 2: recensione dell'action movie con Keanu Reeves e... Riccardo Scamarcio

In maniera ancor più chiara di quanto non fosse nel primo film, che tre anni fa rilanciò la stella di Keanu Reeves tirandola a lucido e vestendola di neri abiti sartoriali, John Wick - Capitolo 2 evidenza come la natura di questa serie (che, a naso, non affato è finita qui) sia quella di unire le due anime del cinema d'azione contemporaneo: quella che fa riferimento alle radici del genere, tutte piantate negli anni Ottanta, e quella che, con guizzi di eclettismo postmoderno, innesta in quel DNA i geni del più avanzato linguaggio fumettistico e videoludico.

Mr. Wick è infatti un Martin Riggs del Terzo Millennio, una nuova Arma letale ancora più letale e implacabile: uccidere è la cosa che gli riesce meglio. È poi invincibile e virtualmente immortale, come un novello Connor MacLeod, soggetto anche lui, come l'Highlander, alle regole che non vogliono scontri in terre consacrate (che in questo caso sono quelle degli Hotel Continental di tutto il mondo).
E come entrambi questi personaggi, guarda un po', il Wick di Reeves trova nella disperazione e nel lutto per un amore spezzato, per una donna che gli è stata strappata via troppo presto, il carburante necessario per alimentare una rabbia implacabile e una sete di vendetta inestinguibile.

Il suo mondo, d'altronde - che qui si fa più ampio e stratificato, uscendo dai confini di New York, attraversando l'Oceano Atlantico e toccando anche Roma, esplorando i mondi sotterranei della Città Eterna come quella della Grande Mela -  è un mondo di chiara matrice fumettistica: l'invenzione della società segreta degli assassini cui Wick appartiene, la sua iconografia a metà tra il minimalismo del 2000 e il calore degli anni Cinquanta, i personaggi che la abitano, le sue regole, sbucano dritte dalle pagine di un'ipotetica graphic novel che potrebbe portare la firma di un Alan Moore
E quando Wick fa quello che sa fare meglio, sparare e uccidere, l'estetica del videogioco è un chiarissimo riferimento: anche negli schizzi di sangue provenienti dalle teste esplose dai proiettili di John. 

Eppure, in quelle irresistibili scene d'azione così accuratamente ed elegantemente coreografate, capaci di unire le ruvide necessità tattiche con l'eleganza marziale e quasi danzante del gesto, dentro c'è tantissimo cinema. Anche quello, e torniamo agli anni Ottanta, degli heroic bloodshed della Hong Kong dei tempi d'oro.
Come, e più, di quanto non avvenisse nel primo film. 

Di fronte alla scommessa di un sequel, Chad Stahelski ha deciso infatti di alzare la posta, arrivando quasi a raddoppiarla: in John Wick Capitolo 2, tutto è "di più" rispetto a quanto non fosse nell'1.
Sono di più i minuti della durata, i mondi, i personaggi, a naso anche il bodycount è maggiore; è ancor più violento e divertente. E di più, molta di più, è anche l'ironia, che esplode secca come un gin liscio e inaspettata come l'apparizione dello stesso protagonista alle spalle delle sue vittime designate.
Una scena su tutte come esempio: quella nella quale Wick chiede nel Continental di Roma di poter effettuare una degustazione delle armi locali con un Sommelier (Peter Serafinowicz) che è il mio nuovo personaggio secondario preferito della serie, dopo il sempre perfetto Charon, impeccabile e impassibile consierge del Continental di New York, interpretato da Lance Reddick.

John Wick Capitolo 2, il B-movie al suo meglio, è così spavaldo e sicuro di sé che non si fa mancare nemmeno una reunion matrixiana, con l'incontro tra un Reeves sempre in grandissima forma, a dispetto dei 50 anni suonati, e Laurence Fishburne, che appare nei panni del Bowery King, quello che appare come il capo di una setta reietta di killer, che non frequentano più il Continental ma hanno esteso nelle parti meno nobili di New York i loro domini.
In questo contesto, non stonano affatto le interpretazioni di Riccardo Scamarcio e Claudia Gerini, che animano il copione del film di Stahelski con una vicenda dai tratti ostentatamente shakespeariani: lui figlio del defunto capo della camorra che chiede a John di far fuori lei, sua sorella, designata come erede dal padre al posto suo. Se il pugliese funziona benissimo come villain arrogante, untuoso e vigliacco, l'attrice romana mette tutta la sua matronale decadenza al servizio di un personaggio fugace all'incrocio dei pali, fumettisticamente, di Poppea, Lady Macbeth e la Scianel gomorriana.

Non resta che aspettare quindi che arrivi il Capitolo 3, lanciato senza troppe riserve da un finalissimo aperto e con gli interrogativi più interessanti tutti lì in attesa di risposte: perché se tanto mi dà tanto, John Wick vs the World promette di essere una di quelle partite capaci di mandare in sollucchero gli appassionati di action.

John Wick 2
Il trailer italiano del film - HD
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Federico Gironi
  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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