Running Man Episode 258 | Video2Brain | The Bridge America (39)

È arrivato il Broncio Recensione

Titolo originale: Here Comes the Grump

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E' arrivato il Broncio, la recensione del film animato tratto dalla serie degli anni Sessanta

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E' arrivato il Broncio, la recensione del film animato tratto dalla serie degli anni Sessanta

Il Broncio è un mago cattivissimo (almeno nelle sue intenzioni), che è evaso dal carcere dove il Re l'aveva rinchiuso, per poi cancellare l'allegria dal regno di Groovynham. Siccome il Re è defunto durante la sua permanenza agli arresti, non gli rimane adesso che vendicarsi della Principessa Alba, che per sua fortuna ha trovato un recalcitrante Principe Azzurro. Si tratta di Terry, un ragazzino arrivato dal nostro mondo tramite una magia legata alla sua amorevole nonna, che aveva qualche legame significativo con Groovynham. Terry e Alba proveranno a eludere la minaccia del Broncio, cercando nel frattempo di rimettere a posto le cose.

La piuttosto stramba premessa di E' arrivato il Broncio viene dall'omonima serie animata Here Comes the Grump, mandata in onda negli States nel 1969 e realizzata dalla De Patie - Freleng, che negli stessi anni si godeva il successo della sua Pantera Rosa. A metà strada tra l'ironia scatenata di Hanna & Barbera e il successivo romantico anime Fantastico Mondo di Paul (1976), la serie originale non era a dirla tutta un gioiello di caratterizzazione, e anche dal punto di vista estetico non sembrava particolarmente curata: non all'altezza forse del nome illustre di Friz Freleng, storico componente della Termite Terrace, il trust di cervelli della Warner Bros nella Golden Age.
Anche la sua traduzione in lungometraggio CGI, qui firmata da Andrés Couturier per una coproduzione messicano-spagnola di Anima Estudios e Prime Focus World, non si può dire perfetta o particolarmente memorabile, eppure offre una qualità sincera.

Il viaggio picaresco di Terry, Alba e del simil-cane Bip (dal naso semovente) condensa in un'ora e mezza una sarabanda in stile Alice nel Paese delle Meraviglie, in cui a pieno regime si viene bombardati da spassose assurdità totali. A cuor leggero, come si confà a una fiaba. Rispetto alla serie, la sceneggiatura di Jim Hecht si sforza di caratterizzare in una maniera più consapevole ed efficace le motivazioni di Terry e Alba, trasformandoli in personaggi reali, piuttosto che vuoto tramite tra i bambini e la fantasia, com'erano nel cartoon originale. Caotico e ed esagitato com'è, E' arrivato il Broncio è un lungometraggio simpatico che guarda più allo stile di un Piovono Polpette che ai ritmi della vecchia tv.
Nella sostanza e nella spina dorsale E' arrivato il Broncio è perciò in fin dei conti più solido del materiale che l'ha generato, cosa di per sè parecchio apprezzabile. Il suo problema semmai è in una qualità tecnica e artistica che non riesce sempre a tenere il passo dei citati modelli a cui evidentemente guarda: rispettando la grafica di Freleng per il Broncio (ispirata al suo Yosemite Sam!), gli autori hanno rielaborato in chiave grottesca anche Terry e Alba, esseri umani di normali proporzioni nel cartoon televisivo. La suddetta caratterizzazione migliorata dei due protagonisti forse sarebbe stata sufficiente a reggerli, senza premere così tanto il pedale del deforme, specie per quanto riguarda la grafica di Alba.
Al di là di queste considerazioni, la media qualità tecnica della CGI, il ritmo diseguale del montaggio e la scelta delle inquadrature non sempre ottimali (forse troppo spesso distanziate dai soggetti) rendono E' arrivato il Broncio una produzione più volenterosa che riuscita. Il cuore che batte al suo interno riesce tuttavia a distinguerlo da simili produzioni a basso-medio budget.

È arrivato il Broncio
Il trailer italiano del film - HD
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Domenico Misciagna
  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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