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La frontiera senza morale: Stefano Sollima parla di Soldado

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La frontiera senza morale: Stefano Sollima parla di Soldado

“Non c’era un mondo di riferimento, ma un universo narrativo e alcuni attori, ma ho cambiato tutti i reparti”. Stefano Sollima tiene subito a precisare come il suo Soldado sia un film “completamente diverso” rispetto a Sicario, pur sottolineando come sia in ottimi rapporti con Denis Villeneuve, che gli ha mandato una “mail bellissima il giorno prima dell’inizio delle riprese”. Il regista di A.C.A.B. e Suburra, ma soprattutto del grande successo internazionale Gomorra - la serie, che ha spinto Hollywood a puntare su di lui. “Non è un sequel, ma il nuovo capitolo all’interno di una saga”, ha aggiunto incontrando i giornalisti a Roma. “Si può vedere Soldado senza aver visto Sicario, sono legati solo dalla presenza di alcuni attori, tanto che non capisci neanche se si tratta di un sequel o un prequel”.

Ma come si è trovato nel passaggio al sistema degli studios hollywoodiani? “Impegnativo, come cambiamento, è come ricominciare da capo e riguadagnare considerazione, ma è anche quello che lo rende interessante, per fortuna non ho perso specificità, il rischio maggiore della transizione. In Europa un film parte quasi sempre dal regista, che ha un controllo creativo molto più forte, in America è più complesso, non hai un rapporto diretto con un singolo produttore, ma con tante persone diverse, di cui due ogni tanto cambiano pure. È facile perdere il tuo tocco, che è il motivo per cui ti hanno scelto e chiamato. La versione del film è la mia director’s cut con dieci minuti in meno, per fortuna i produttori sono stati illuminati e hanno scelto di seguirmi, accettato la mia idea di tagliare un finale pieno di spiegoni. In questo ha aiutato anche il successo delle proiezioni test per il marketing, che sono cruciali”.

Girare nei grandi spazi desertici del confine fra Messico e Stati Uniti ha influenzato sicuramente l’approccio visivo del film. “Mi sono trovato molto a mio agio col racconto di Sheridan”, ha aggiunto Sollima parlando dello sceneggiatore, lo stesso di Sicario, oltre che di Hell or High Water e del sottovalutato Wind River. “L’ho trovato subito vicino al mio cinema, è stato un ottimo punto di partenza, con la sua struttura corale e ogni personaggio che conduce un segmento del racconto, quasi non si toccano uno con l'altro. Sono stato colpito, poi, dal fatto che, pur trattandosi di una storia d’intrattenimento, abbia anche uno sguardo profondo e attento al nostro mondo e alla frontiera, nel suo senso più ampio”.

Il finale ha dato a molti la sensazione di un possibile nuovo capitolo, che Sollima smentisce decisamente, almeno per ora. “Non è mai stato pensato un terzo film, almeno mentre giravamo. Il mio rapporto con Sicario non c’è stato, l’ho rispettosamente ignorato, non era richiesto che lo facessi; è un film più delicato, con un punto di vista morale più forte del mio, che ha una costruzione completamente diversa e un approccio morale più provocatorio. In Soldado si perde presto ogni riferimento fra bene e male: cominciano l’operazione per vendicarsi di una strage terroristica, poi iniziano a farlo esercitando il male, nella ricerca del bene, non sono filtrati da uno sguardo morale. La stessa voglia di vendetta ormai sconvolta da tutto quello che gli è successo, porta il personaggio di Benicio Del Toro a ritrovare l’umanità affezionandosi proprio al personaggio della figlia di chi gli ha rovinato la vita e sterminato la famiglia. Quanto male puoi fare per perseguire il bene? Nel film lo racconto in maniera dritta, asciutta, senza nascondermi dietro a un dito o a indietreggiare davanti alla raffigurazione di una violenza brutale”.

Nell’attraversare l’oceano è arrivata anche la sfida di lavorare con attori di nome come Benicio Del Toro e Josh Brolin. “Può sembrare banale, ma gli attori sono tutti uguali, fai solo al massimo più fatica a spiegargli le tue idee, ma un attore se sente che hai una visione gli sei di stimolo e si fidano di te, del tuo sguardo esterno”.

Soldado, un’esclusiva per l’Italia di Leone Film Group in collaborazione con Rai Cinema, esce nelle sale il prossimo 18 ottobre distribuito da 01 Distribution.



Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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